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Il Premio

Al Premio Cesare Zavattini possono concorrere, attraverso un bando pubblico, giovani filmmaker professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni: basta presentare il progetto di un film documentario, della durata massima di 15 minuti, che preveda l’utilizzazione anche parziale del materiale filmico della Fondazione Aamod e degli archivi partner. Tra i progetti pervenuti, una Giuria composta da professionisti del cinema selezionerà sei finalisti, che avranno la possibilità di partecipare a un percorso di sviluppo guidato da registi e producers, e acquisiranno il diritto di poter utilizzare gratuitamente i materiali d’archivio, concessi con licenze Creative Commons. Al termine del percorso di sviluppo, la stessa Giuria assegnerà tre premi, consistenti in servizi di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (in produzione e post-produzione), oltre a una somma di 2.000 euro per ciascun progetto.


L’iniziativa intende stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, anche il “tradimento” o il rimescolamento dei generi, in particolare nel riuso del cinema d’archivio. Non a caso è intitolata a Cesare Zavattini (scrittore, sceneggiatore, regista, pittore, animatore culturale), uno dei padri del neorealismo italiano, ma anche sostenitore instancabile del cinema come libero, multiforme, creativo, irriverente strumento di conoscenza del reale in tutti i suoi aspetti.

Il Premio si avvale di un Comitato di Garanti, presieduto da Arturo Zavattini e composto dai rappresentanti di tutte le istituzioni che contribuiscono a realizzarlo. È promosso dalla Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod) nell’ambito del progetto UnArchive (“comando” informatico, traducibile con “estrai da un archivio”), con cui essa intende sperimentare percorsi di massima apertura alla conoscenza, alla diffusione e alla riutilizzazione del proprio patrimonio filmico, attraverso l’adozione di licenze aperte e la valorizzazione delle opportunità offerte dal Web.

 

La direzione del Premio è affidata ad Antonio Medici.

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