Premio Cesare Zavattini 2016

La Giuria del Premio Cesare Zavattini 2016, presieduta da Roberto Perpignani e composta da Marco Bertozzi, Antonietta De Lillo, Wilma Labate e Luca Ricciardi ha deliberato di assegnare i tre premi in servizi di produzione e post-produzione previsti dall’iniziativa ai seguenti progetti, apprezzandone in particolare la qualità, la struttura, la drammaturgia e l’utilizzazione del materiale di repertorio emersi nel lavoro di sviluppo:

 

Blue screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo
Massimino di Pierfrancesco Li Donni
Fuori programma di Carla Oppo

 

Ha deliberato inoltre di assegnare il premio reso disponibile dalla Cineteca Sarda al progetto:

 

Dimenticata militanza di Patrizio Partino

I video vincitori

Blue screen
di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo

Il documentario, ritrovato in un nastro vhs, racconta attraverso l’esperienza dell’autore la ribellione dei droidi di servizio Mk3 contro l’egemonia degli esseri umani. L’opera è un caso inedito che mostra la storia dal punto di vista di chi l’ha subita e restituisce dignità e umanità agli androidi, spesso relegati ad uno stato di subordinazione. Le speranze, i sogni e le paure degli uomini d’acciaio sono raccolte in questo archivio del futuro, che svela gli aspetti meno conosciuti della “Rivolta del Silicio”.

Massimino
di Pierfrancesco Li Donni

Ettore Scola, nel 1973, realizza il film Trevico-Torino storia di Fortunato, ragazzo meridionale in cerca di lavoro e certezze nella capitale italiana della catena di montaggio. Dieci anni dopo, Scola torna a Torino per girare il documentario di propaganda Vorrei che volo commissionatogli dal Partito Comunista Italiano.
In quel film, il piccolo protagonista, Massimino, incarna la speranza di un futuro migliore.
Quarant’anni dopo, Massimino ha passato più di metà della sua vita tra il carcere e il collegio.
“Massimino” parte dalla rielaborazione del materiale d’archivio di Trevico e Vorrei che Volo tessendo un confronto impietoso tra passato e presente, attraverso la paradigmatica condizione umana di quel bambino divenuto adulto.

Fuori programma
di Carla Oppo

Colonie estive, anni ‘50. I giochi di prestigio di un bambino divertono i compagni.
Una voce matura intraprende un viaggio nella memoria: i giochi, i doveri, le aspettative, le incursioni degli adulti nell’universo infantile. Un intimo resoconto delle vacanze, fino a quando i ricordi non perdono solidità per farsi onirici, liquidi, liberi.

Dimenticata militanza
di Patrizio Partino

Volonté, il militante. Quanti conoscono questo singolare e importante aspetto della vita del grande attore milanese? Dimenticata Militanza tenta di ricostruire un particolare profilo dell’attore Gian Maria Volonté, quello riguardante il suo impegno politico. Un aspetto spesso trascurato e ignorato. Una vita spesa per la recitazione la sua, ma allo stesso tempo per la politica, con l’idea fissa di voler cambiare le cose e dire sempre la propria, denunciando gli abusi del potere – come nel caso dell’anarchico Pinelli – e le disuguaglianze sociali. Un personaggio definibile a tutti gli effetti come un combattente, un “rivoluzionario in divisa di attore”, che si esponeva senza cercare di mediare le proprie posizioni, talvolta estreme e da vero outsider. Dunque un personaggio scomodo all’epoca e che resta scomodo ricordare ancora oggi a oltre vent’anni dalla morte.

La cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio si è svolta il 26 gennaio 2017 presso il Teatro Palladium a Roma.

 

vai alla gallery (in lavorazione)