IL PITCH FINALE DEL PREMIO ZAVATTINI 2024/25

Si avvia a conclusione il percorso formativo e di sviluppo dei progetti cui hanno partecipato i filmmaker finalisti del Premio Zavattini 2024/25. In questo ultimo mese, dopo la conclusione degli incontri di formazione e confrontandosi con i tutor Luca Onorati, Giovanni Piperno e Chiara Ronchini, i giovani filmmaker hanno messo a punto i dossier di sviluppo e i teaser dei rispettivi progetti di cortometraggio, che saranno presentati alla Giuria durante il pitch finale, fissato per sabato 25 gennaio 2025, alle ore 10, presso la sede dalla Fondazione Aamod.  Subito dopo il pitch, la Giuria presieduta dal regista Roland Sejko e composta dal montatore Benni Atria, dalla regista Monica Maurer, dalla docente universitaria Ivelise Perniola e dalla ricercatrice d’archivio Alessia Petitto sceglierà i tre progetti vincitori ed assegnerà un eventuale Menzione speciale.

Di seguito, ricordiamo i titoli e gli autori/autrici dei progetti finalisti che hanno partecipato al Workshop: Sechs monate sommer. Sei mesi d’estate di Claudio Cesaroni, una storia di emigrazione in Svizzera vista con gli occhi di un bambino; In un soffio. Empty vessels di Noemi Greco, una rilettura della memoria familiare attraverso materiali d’archivio privati; Com’era qui, com’eri tu, quando non c’ero io di Meriam Jarboua, che ricostruisce l’immagine dei propri genitori immigrati prima della propria nascita; Echi di memoria di Alessandro Guerriero, rievocazione del terremoto dell’Irpinia attraverso due testimoni e archivi fotografici d’autore; Giocare a fare la guerra di Anita Ricci, Marco Rossi, Michele Rodolfi, un’indagine su un Combat film finto che ha causato la distruzione di un paese reale; Isterìa in un vestito a fiori di Marija Stefanija Linuza, una riflessione sul matrimonio e l’etica della vita sessuale ispirata alle idee della scrittrice femminista lettone Ivanda Kaija; Milano infetta. Gli anni del Virus di Tommaso Cohen, che rievoca lo sgombero dello spazio occupato Virus di Milano e la nascita del movimento punk; Noialtre di Michele Sammarco, un racconto di storie di donne della pianura veneta; La donnaccia della rupe di Cairano di Diego Capone, un racconto che mescola immagini del film “La donnaccia” (1965) di Silvio Siano, il suo backstage e interviste a testimoni; Dissonanza di Giovanni Mauriello e Riccardo Calisti, una giornata a Torpignattara per raccontarne la sua ricchezza etnica e le sue contraddizioni; Briciola Martina Bertuccio, che esplora criticamente il gioco di potere e responsabilità che si instaura quando una madre, attraverso i film di famiglia, costruisce l’identità di sua figlia.